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Guerra e Pace

"...Si decidevano le sorti dei prigionieri di guerra tedeschi,che avrebbero imboccato la via per la Siberia. E si decidevano le sorti dei prigionieri di guerra sovietici nei lager di Hitler: per volontà di Stalin,una volta liberati avrebbero condiviso il destino siberiano dei prigionieri tedeschi. Si decidevano le sorti dei calmucchi e tatari di Crimea,di balkani e ceceni che, sempre per volontà di Stalin sarebbero stati deportati in Siberia e Kazakistan,perdendo il diritto a ricordare la propria storia e a insegnare ai figli nella loro lingua madre. Si decidevano le sorti di Michoels e del suo amico attore Zuskin,degli scrittori Bergel'son,Markis,Fefer,Kvitko e Nusinov,la cui condanna a morte avrebbe spianato la strada al feroce processo ai medici ebrei,con il professor Vovsi in testa. Si decidevano le sorti degli ebrei salvati dall'Armata Rossa,sui quali,a dieci anni dalla vittoria di Stalingrado,Stalin avrebbe levato il gladio sottratto a Hitler. Si decidevano le sorti della Polonia,dell'Ungheria,della Cecoslovacchia e della Romania. Si decidevano le sorti dei contadini e degli operai russi,della libertà del pensiero russo,della letteratura e della scienza russe. Stalin era nervoso.In quel momento la futura forza dello Stato era tutt'uno con la sua volontà..." Vasilj Grossman

Pubblicato il 5/3/2009 alle 23.25 nella rubrica Diario.

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