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Biografia
Sono nato a Napoli 35 anni fa, iniziando il mio impegno politico a 16 anni. A 18 anni sono stato eletto per i DS capogruppo nella circoscrizione del centro storico di Napoli. Nella Sinistra Giovanile ho ricoperto il ruolo di responsabile esteri nazionale e di vice presidente della IUSY. Dal 2001 al 2006 ho ricoperto il ruolo di segretario Generale della IUSY. Negli ultimi due anni sono stato membro del Presidium e dell´Esecutivo dell´Internazionale Socialista (IS). Per la IUSY sono stato delegato ai più rilevanti forum internazionali: dal Consiglio d´Europa al World Social Forum. Ho partecipato a varie riunioni del PSE e della IS per i DS ed è membro del Consiglio nazionale dei DS. Dal luglio 2006 ho fatto parte della Segreteria Nazione dei Democratici di Sinistra con incarico per il Mezzogiorno. Da novembre del 2006 alla nascita del PD sono stato segretario regionale Ds Campania.Da Luglio 2008 coordino in Campania l'associazione ReD.
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Semplicemente No

Pubblicato il 27 12 2008, alle 23:18, in Mondo

Metto a posto la mia nuova casa, mi godo i nipoti che si fanno sempre più belli, la serenità melanconica del natale tra i cari, i programmi per il tanto desiderato viaggio a Marsiglia. La vita sembra piena di energia e voglia di inventare. Poi come uno squarcio la mente torna a disperare. Nella terra più amata torna la guerra, come non mai, più di duecento morti, senza pietà, senza nessun dio. Mi verrebbe voglia di alzare bandiera bianca e imparare a fottermene di tutto ciò che mi circonda. Non ci riesco ed è una grande sofferenza.




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Hope

Pubblicato il 3 11 2008, alle 22:31, in Mondo




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Stare in Europa

Pubblicato il 14 6 2008, alle 0:48, in Mondo

La mia passione politica è nata e cresciuta studiando e vivendo le cose del mondo.La politica estera,le storie dei popoli,la risoluzione dei conflitti,la costruzione dell'Europa e della sua unità,sono le vitamine per alimentare il mio impegno. Per questo -come già detto nell'ultimo post-vivo con sofferenza le convulsioni PD sul tema PSE/IS. Un dibattito tutto interno,di mero posizionamento,Rutelli che minaccia la rottura,Fioroni che si smarca,quintali di editoriali che non toccano il punto.Tutta melina a centrocampo quasi pensando che i destini del mondo coincidano con il correntismo targato PD. E poi ti accorgi con il referendum in Irlanda che l'arena politica e i destini del Belpaese coincidono con processi sovranazionali, che non si riducono alla funzione dei governi nazionali ma che toccano fratture e paure presenti nella democrazia europea.Tutto questo,la difficoltà a far crescere le istituzioni continentali in primis,chiede a gran voce partiti e politiche sovranazionali,un'agenda di priorità e un concetto di cittadinanza non riducibile ai singoli destini nazionali.Se il PD guardasse con interesse a questi processi e notasse con preoccupazione la crisi della governace continentale forse smetterebbe di pensare di andare "da solo per l' europa e per il mondo".




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Stare al Mondo

Pubblicato il 7 6 2008, alle 13:54, in Mondo

Il gruppo PSE verrà a Napoli in settimana, a fine mese si terrà il congresso dell' Internazionale Socialista,a breve le elezioni europee.E come d'incanto riscoppia sui giornali la polemica: qual è la famiglia politica mondiale del PD ? Gli ex margherita all'attacco,il giornale Europa che fà da grancassa,come se stessimo discutendo di un ddl del governo Berlusconi. Infatti, questo tema rimosso da tempo non è di semplice soluzione ma è costitutivo dell'identità del PD. "Dimmi con chi vai nel mondo e in europa e ti dirò chi sei..". Il PD non ha ancora deciso,ma il tempo è arrivato e se non fosse possibile sciogliere questo nodo in assemblea bisognerebbe usare tutti gli strumenti democratici (referendum interno?). E' un pò uno spartiacque per definire il profilo di questa comunità ancora incerta. E' provinciale dire "il PSE e la IS cambino nome"..of course..ma se non siamo membri chi chiede la svolta? E' ridicolo per un grande partito dire "in Europa andiamo da soli"..why not?..ci iscriviamo al gruppo misto con la Mussolini e i monarchici romeni? Insomma ,il tema richiede buonsenso e pochi ideologismi .Una forza che ha unito i riformisti in Italia non può non stare con l'unione dei riformisti europei e mondiali.Se qualcuno ha un'alternativa la presenti,altrimenti subito il PD membro del PSE/IS...yes,we can.. 




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Reato di clandestinità

Pubblicato il 30 5 2008, alle 22:5, in Mondo

..."Amadou,posso farti ancora una domanda?" Lui se l'aspettava e non replica nemmeno."Perchè non ti sei imbarcato per l'Italia?" Amadou muove le labbra come se stesse assaporando l'amaro delle parole che deve pronunciare. "Ho avuto paura" dice con tono improvvisamente orgoglioso. "La notte della partenza ci hanno portati sulla spiaggia di Bengasi. E quando ho visto la barca su cui avrei dovuto salire,ho avuto paura. Mia madre è una kel tamashek,una tuareg come dite voi. Mio padre un djerma. Siamo gente del Sahel. Prima di arrivare a Tripoli non avevo mai visto il mare. Mai in vita mia sono salito su una barca. Ma quella non era una barca. Era un rottame.Non ho potuto contare,ma eravamo sicuramente più di duecento.Tutti per quel rottame. Ci stavano caricando come bestie. E io ho avuto paura."
"La paura è la virtù dei coraggiosi.Chi non ha paura o è stolto o è incosciente."
"Ma io da quella notte vivo nel rimorso di non aver avuto abbastanza coraggio. Non saprò mai se ho fatto bene o male a non imbarcarmi. L'Italia ormai era a pochi giorni.Avevo pagato 1500 dollari e quei bastardi si sono tenuti tutti i soldi. Adesso che è nata Miriama,ogni giorno che la guardo mi sento ancor più un codardo. Perchè non potrò mai darle un futuro migliore di questo posto. C'ero quasi arrivato in Europa. Se solo avessi avuto un pò più di coraggio adesso avrei un bel lavoro e la mia famiglia sarebbe con me."...( "Bilal", Fabrizio Gatti)




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Fuoco amico

Pubblicato il 1 3 2008, alle 14:25, in Mondo

Un tema non in programma (al momento) nella campagna elettorale è la politica estera.Al contrario degli Stati Uniti,al contrario dei conflitti che bruciano il nostro Mediterraneo: in Iraq,Turchia e nel conflitto tra Israele e Palestina o come viene chiamato adesso (?!): "la guerra tra Israele e Hamas". Su questo terreno il PD non deve avere paura visti i risultati del breve governo Prodi e vista l'inconsistenza culturale degli avversari stretti tra opposti estremismi. Europa e Mediterraneo in tutti i casi,migrazioni e conflitti inclusi,sono la nostra proiezione,il nostro futuro di paese.Mi  ha colpito il coraggio di una liberal come Angelina Jolie di andare controcorrente sull' Iraq fregandosene di fare la star sorridente procandidato.Insomma ,come guardi il mondo e le sue tragedie dai una idea di te stesso.Come immagini di cambiarlo dai una idea di partecipazione democratica dove in gioco sono vite umane.

"...-Il mio caro,ingenuo,stupido,beneducato figlio-un soldato che aveva sequestrato il tetto di una famiglia nei territori occupati e suscitato il terrore dei suoi abitanti-si vergognava di lasciarsi alle spalle il secchio che gli avevano dato per fare i suoi bisogni perchè era preoccupato...
-Preoccupato di cosa...?
-Di fare brutta figura,di perdere la faccia agli occhi di quella famiglia palestinese,e quindi non voleva lasciare il secchio sul tetto,né svuotarlo rovesciandolo di sotto,ma qualche minuto prima dell'ora stabilita,quando avrebbe dovuto smontare di guardia,è sceso dal tetto con in mano il secchio.E non per abbandonarlo in un angolino ,ma per lavarlo per bene..." "Poi ha sentito degli spari e al mattino,dopo che i soldati se n'erano andati portandosi via Eyal,ha trovato davanti all'ingresso del palazzo il secchio lavato e pulito.Ecco un soldato pronto a disattendere un ordine preciso per proclamare:anch'io sono un essere umano e vi restituisco il secchio pulito.E' vero tengo sotto occupazione le vostre terre,ma non ho sporcato casa vostra..." (Fuoco amico di Abraham Yehoshua)




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In nome del popolo Curdo

Pubblicato il 29 10 2007, alle 12:19, in Mondo

Mi fa incavolare la comunicazione sulla crisi curda in Turchia.Premetto cha amo la Turchia,la vorrei come membro pieno in UE,che non accetto atti di guerriglia del PKK e non sono un simpatizzante dei conflitti e dei nazionalismi.Ma c'è qualcosa che manca nella narrazione dei massmedia.Il popolo Curdo diviso tra Iraq,Iran,Turchia e Siria non ha diritto ad uno stato e né è riconosciuto in qualsiasi documento ufficiale della burocrazia internazionale.Ma è un popolo antico,per tradizioni storia e cultura, come le montagne.E' stato sterminato in Iraq e Iran,non ha nessun diritto in Turchia, dove 1/3 della popolazione viene semplicemente definita "turchi delle montagne" e a cui non è riconosciuto alcun minimo diritto all'identità. Non è possibile riassumere quel bisogno di dignità con le azioni del PKK e nessuna voce autorevole pone il problema alla Turchia di un qualsiasi atto di riconciliazione ed aperura che metterebbe fuori gioco le armi e gli estremismi. Mancano in questi giorni pacifisti e coraggiosi che ,sui media, mettano i diritti dei popoli dinanzi alla realpolitik degli stati. Mancano voci come quella di Dino Frisullo.




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La democrazia

Pubblicato il 3 10 2007, alle 12:52, in Mondo

Non sarebbe giusto dimenticarci lentamente dei monaci birmani. Per la potenza della loro lotta contro una dittatura brutale sostenuta dalla Cina. Per la forza del loro movimento nonviolento. Nella piazza globale questa lotta suscita un'emozione chiamata "politica", per la testarda affermazione della libertà dell' uomo verso la sopraffazione e la mancanza di diritti. Questa missione ,oggi in Birmania, ha una forza e un messaggio che può aprire gli occhi di un ragazzo alle cose del mondo. Così avviene la scoperta della politica,quella dai valori e i sentimenti forti che cambia l' approccio con tutto quello che ci circonda ,che rende allergici all'indifferenza e dà la forza per schierarsi. E' successo lo stesso con me guardando un grande movimento per la libertà e la democrazia, la protesta di piazza Tian an men. L' ho vissuta intensamente, da adolescente incuriosito, incredulo alla vista del "tank man" : sono state scattate diverse fotografie del ragazzo, in piedi di fronte ai carri armati modello 59 del governo cinese, sbarrandogli il passo. Poco dopo presi la prima tessera anche perchè c'era scritto sul retro :"Cerchiamo solo la verità. La democrazia è un ideale della vita umana come la libertà e il diritto. Ora per ottenerli dobbiamo sacrificare le nostre giovani vite. E' questo l' orgoglio della nazione cinese? Lo sciopero della fame è la scelta di chi non ha scelta. Stiamo combattendo per la vita con il coraggio di morire. Ma siamo ancora ragazzi. (Pechino 13/5/1989)"




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Internazionale Socialista a Napoli

Pubblicato il 3 5 2007, alle 11:56, in Mondo

Una piccola soddisfazione per me.Per 5 anni sono stato Segretario generale della IUSY ed ho partecipato alle riunioni della Internazionale Socialista.Sono contento di poter ospitare una riunione della IS a Napoli con al centro il tema del Mediterraneo e la risoluzione dei suoi tanti conflitti.
Il comitato per il Mediterraneo dell’Internazionale Socialista si riunirà venerdì 4 e sabato 5 maggio a Napoli, ospitato dai Democratici di Sinistra e dai Socialisti Democratici Italiani.
Nei locali della Stazione Marittima partenopea, in Piazza Municipio, i rappresentanti di alcune decine di partiti socialisti, socialdemocratici e progressisti dei Paesi del Bacino del Mediterraneo e dell’Europa si riuniranno per discutere dei principali problemi che riguardano la regione.
In maniera particolare si terranno discussioni sui temi della cooperazione politica ed economica e del rapporto tra politica e religione nel Mediterraneo. Saranno egualmente affrontate le questioni relative ai conflitti e ai processi di pace, con particolare riferimento alle vicende del Medio oriente e dei Balcani. Attenzione sarà posta anche ai processi politici in atto nella Regione, dalla Turchia al Maghreb.I lavori inizieranno alle 10 di venerdì 4 per terminare in fine mattinata di sabato 5.
Sono previsti gli interventi del Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra Piero Fassino e del leader dello SDI Enrico Boselli.
Numerosi gli esponenti politici italiani che prenderanno la parola, tra i quali Antonio Bassolino,Umberto Ranieri, Ugo Intini, Luciano Vecchi, Pia Locatelli, Khaled Fouad Allam, Sandro Gozi, Emanuele Fiano, Giorgio Tonini.




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Una Costituzione dal basso

Pubblicato il 13 3 2007, alle 11:59, in Mondo

Questo è un articolo di Gianni Pittella e mio pubblicato da "Il Mattino"

Nel mese di marzo assisteremo ad un profluvio di manifestazioni e di dichiarazioni sull' Europa e ciò non è un male in sé, anzi.Cinquanta anni fa si firmava il Trattato per il mercato unico europeo e cento anni fa nasceva Altiero Spinelli che ha alimentato più di altri il filone politico e culturale del federalismo europeo.
Siamo certi che le scuole campane, le Università, i partiti politici più avveduti, le organizzazioni giovanili, il mondo dell'associazionismo e del volontariato, le forze sindacali e imprenditoriali, lo stesso Consiglio Regionale e le istituzioni provinciali e comunali dedicheranno momenti specifici di discussione e di approfondimento.
Il rischio, tuttavia, è che la retorica primeggi sulla capacità di analisi e sulla necessità di individuare le strade giuste per affrontare le due grandi questioni che ha davanti l'Europa: accrescere il proprio dinamismo economico e parlare una sola voce nel mondo.Senza una crescita maggiore ne soffrirà la competitività su scala mondiale, e la coesione su scala interna, e senza una voce unica rinunceremo, come è avvenuto sul conflitto irakeno (ma non sul Libano), a svolgere il nostro ruolo di global player, e quindi a dare sostanza al multilateralismo.
Per evitare che marzo sia solo "bollicine di champagne e fuochi di artificio" e che il duro monito del Presidente Napolitano al Parlamento Europeo non abbia il giusto seguito, occorre una forte spinta dei governi nazionali, delle forze politiche europee e nazionali, delle istituzioni, delle grandi organizzazioni e dei movimenti sociali e culturali.
E serve che questa spinta vada in una direzione comune o convergente.
Per prima cosa: il Manifesto che sarà lanciato a 50 anni dalla firma dei trattati dalla Presidenza di turno tedesca, non può riservarci la sorpresa di non citare nemmeno la parola "Costituzione".La scelta di dotarci di una Costituzione non è stata l'espressione vanitosa di un capriccio o di un lusso, ma la scelta consapevole di collocare il lungo processo di integrazione in un quadro di valori, di regole, di principi comuni.
Possiamo davvero diventare il soggetto politico sopranazionale, capace di rispondere alle sfide che travalicano i confini nazionali o, più semplicemente e brutalmente, possiamo funzionare come Europa a 27 senza nuove regole, senza superare l'aberrazione del voto all'unanimità nel Consiglio, senza istituire la figura del Ministro degli Esteri, senza una migliore e più chiara distribuzione dei poteri tra Commissione e Parlamento Europeo, e tra livelli europei e livelli nazionali e regionali, senza la possibilità di varare le cooperazioni rafforzate su alcune materie (difesa e sicurezza, energia, ad esempio), senza dare certezza giuridica alla carta dei diritti fondamentali, senza la possibilità di cambiare il testo della Costituzione a maggioranza? Possono i 18 Stati che hanno ratificato il progetto di Costituzione rinunciare a questi punti essenziali?
A chi oggi si interroga sul percorso da dare a queste scelte deve essere chiaro che una visione minimalista, un "trattatino" che non affronti questi punti, un compromesso al ribasso, sarebbero la pietra tombale del progetto di Europa politica.
Alle stesse paure che spinsero una parte dei cittadini francesi e olandesi a votare "NO" al referendum (la lezione dovrebbe essere illuminante su come certe posizioni radicali aiutino e si saldino con le pulsioni più retrive della destra europea) si risponde con più Europa, non con meno Europa, con un progetto e una chiara volontà politica di governare, attraverso l'Europa, gli effetti della globalizzazione.
A 50 anni dalla firma dei trattati e a 100 anni dalla nascita di Altiero Spinelli, siamo dunque ad una svolta. Solo l'intreccio di un forte impegno dei partiti e dei governi più autenticamente europeisti (certamente il Governo Italiano) e una decisa indicazione popolare possono consentirci di affrontare e superare positivamente uno dei tornanti più difficili e decisivi della storia europea.

Gianni Pittella                                                       
Presidente Delegazione Italiana                                        
Gruppo PSE al Parlamento Europeo

Enzo Amendola
Segretario Reg. DS Campania




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